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SIB, approvato il bilancio semestrale
Investimenti per 12 milioni di euro in sei mesi. Via libera alla realizzazione della nuova sede aziendale a Levego.
Belluno, 15 ottobre 2026 – Si è tenuta oggi pomeriggio, nella Sala Conferenze di Villa Carpenada a Belluno, l’assemblea dei soci di Servizi Integrati Bellunesi, la società nata dalla fusione di Bim Gestione Servizi Pubblici e Bim Belluno Infrastrutture, operativa dal 1° gennaio 2025. La prima assemblea dall’insediamento, avvenuto a maggio scorso, del nuovo Consiglio di Amministrazione, presieduto da Alice De Cet e composto dai consiglieri Marco Barp, Simone Bristot, Mirco Faè e Roberta Tiano.
Molti gli argomenti trattati nell’incontro, in primis il bilancio infrannuale, con i risultati conseguiti al 30 giugno, approvato all’unanimità.
Bilancio
Il primo semestre 2026 si è chiuso per SIB con ricavi pari a 19,9 milioni di euro, costi per circa 17 milioni, un margine operativo lordo – differenza tra le due voci - di 3 milioni e un utile di 300mila euro.
Rispetto allo stesso periodo del 2025, i ricavi registrano una flessione riconducibile principalmente a due fattori: una riduzione della produzione di energia dalle 35 centraline idroelettriche gestite (-33% a fine giugno), dovuta alla grave siccità tuttora in corso (-42% a fine agosto); l’assenza di premialità riconosciute dall’autorità di settore ARERA, non ancora assegnate. Positiva, allo stato attuale, la posizione finanziaria netta, che si attesta a 20 milioni di euro.
Gli investimenti realizzati nei primi sei mesi del 2026 ammontano a 12 milioni di euro e riguardano grandi opere, interventi minori di manutenzione straordinaria e altro. A spiccare, tra i risultati più significativi, le tre progettualità finanziate con fondi PNRR, oggi ultimate: la prima, che ha permesso di distrettualizzare e digitalizzare oltre 1700 km di rete idrica bellunese, con obiettivo di ridurne progressivamente il tasso di perdita; la seconda, che ha portato il potenziamento e rinnovamento integrale del depuratore di Marisiga, a servizio del Comune di Belluno, oggi dotato anche di un impianto fotovoltaico in grado di produrre energia rinnovabile; la terza, che ha consentito la costruzione a Longarone di centro unico di trattamento e disidratazione dei fanghi di depurazione, con notevoli benefici in termini di costi di gestione e impatti ambientali, entrambi ridotti.
“Gli investimenti – commenta Alice De Cet, presidente di SIB - rappresentano una leva fondamentale per rafforzare la resilienza delle infrastrutture che gestiamo e renderle sempre più capaci di rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici. Proseguiremo, quindi, nell’attuazione degli interventi già programmati, consapevoli che ci attendono sfide molto importanti per il futuro. A confermalo è proprio il valore delle opere che SIB sarà impegnata a realizzare entro il 2035 per migliorare e potenziare il sistema idrico provinciale, pari a circa 400 milioni di euro».
Nuova sede
Il Consiglio di Amministrazione ha sottoposto ai presenti l’esigenza di dotare SIB, in continua crescita in termini di servizi gestiti, attività svolte e personale in organico, di una sede idonea a soddisfare sia le richieste dei Comuni, e in generale del territorio, sia i requisiti normativi previsti per gli edifici di interesse strategico, categoria nella quale rientra anche la sede aziendale.
A questo scopo, il Consiglio ha presentato all’Assemblea due ipotesi alternative, analizzandone costi, benefici, criticità e tempi di realizzazione.
La prima proposta ha ipotizzato l’acquisizione dello stabile di via Tiziano Vecellio, dove risiedono già buona parte degli uffici amministrativi, con previsione di ristrutturazione interna dello stesso e degli edifici attigui di via Masi Simonetti (attuale sede del Consorzio Bim Piave e di SIT), unitamente alla realizzazione nell’area di Levego, già di proprietà, di un polo logistico per il settore operativo.
La seconda ipotesi, invece, ha considerato la costruzione, sempre a Levego, di una sede comprensiva di polo logistico e uffici amministrativi, con destinazione di spazi anche al Consorzio Bim Piave e SIT, nell’ottica di accentrare in un unico complesso le tre realtà pubbliche a servizio del territorio.
L’Assemblea, valutati nell’insieme costi, benefici e possibili criticità, ha approvato la realizzazione della nuova sede nell’area di Levego. L’investimento non avrà ricadute nella tariffa del servizio idrico integrato.
«La scelta di Levego – commenta De Cet - rappresenta un passaggio importante per accompagnare la crescita di SIB e dotarla di spazi adeguati alle esigenze presenti e future. L’obiettivo è realizzare una struttura in grado di centralizzare i servizi al territorio, migliorare l’organizzazione delle attività, rafforzare il supporto che offriamo ai Comuni. Non solo, in prospettiva potrà anche ospitare altri soggetti di riferimento per i cittadini. Ringrazio, quindi, i soci per aver accolto la nostra richiesta».

Indirizzi
L’Assemblea, su proposta del sindaco di Alpago, ha definito gli indirizzi strategici che guideranno nel triennio di mandato l’attività del Consiglio di Amministrazione, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della società quale riferimento per i Comuni nei settori gestiti. Tra le priorità principali, la messa a terra degli investimenti programmati nel servizio idrico integrato, con ricerca di nuove fonti di finanziamento, lo sviluppo del settore energetico, con la costituzione di un settore interno dedicato, il potenziamento dei servizi digitali e l’ottimizzazione dell’organizzazione aziendale. Previsti, inoltre, interventi per la sede e il polo operativo di Levego, oltre che un maggior coordinamento con i soci e l’ente d’ambito.
«Questi indirizzi – conclude De Cet - delineano una visione di sviluppo di lungo periodo che mette al centro l’efficienza, l’innovazione e la gestione attenta delle risorse. Il Piano industriale triennale 2027-2029 che andremo ad elaborare sarà lo strumento attraverso cui tradurre queste priorità in obiettivi concreti e verificabili, mantenendo un dialogo costante con i soci».
Cessione quote partecipata SIT
L’Assemblea, preso atto dell’interesse manifestato dalla Provincia di Belluno di aumentare la propria partecipazione nella Società Informatica Territoriale (SIT) e dell’Ente Parco di entrare nella medesima compagine sociale, ha approvato la cessione da parte di SIB di una quota pari al 17% del capitale sociale alla Provincia di Belluno e di un ulteriore 1% all’Ente Parco. L’operazione porterà la partecipazione di SIB dal 31% al 13%.